mercoledì 13 marzo 2013

Inverno, tempo di barracuda!

Il mio primo barracuda
Il barracuda è un pesce che ho iniziato a conoscere solo di recente. A causa della morfologia della costa nelle mie zone non sono presenti e devo percorrere diversi km in auto per poterli incontrare. Il mio primo incontro con lo sfirenide risale alla fine di ottobre del 2010 sulle scogliere di Lanzarote nel mio primo viaggio sull'isola canaria.
Fin da subito ne ho apprezzato l’aggressività tanto da decidere di approfondire la sua conoscenza anche in acque nostrane subito al rientro in Italia.
 
I primi approcci al barracuda sono quindi avvenuti in inverno. Si tratta di una stagione particolare per la pesca dello sfirenide, caratterizzata da regole ben precise che se rispettate ci consentono di avere buone probabilità (anche se a pesca non esistono certezze) di effettuare numerose catture.
In questo periodo l’attività del barracuda si concentra prevalentemente nelle zone portuali dove passa la stagione fredda (forse a causa delle temperature leggermente più miti dell’acqua e dell’abbondante presenza di cibo). La taglia media, salvo rari casi, non è mai eccezionale (1,5/2kg) ma è spesso compensata dalla quantità di esemplari.
 
In questi momenti gli artificiali che la fanno da padroni sono i long jerk e long jerk, per quanto mi riguarda, è sinonimo di Duo Tide Minnow 175 sia nella versione Slim (27 gr - azione floating) che Flyer (30 gr - azione  sinking).  Devastante  nei  confronti  di  tutti  i  predatori  ha  dimostrato  avere  una  marcia  in  più
soprattutto con i barracuda.
L’azione di pesca è molto semplice: per scatenare l’aggressività dello sfirenide occorre effettuare un recupero piuttosto lento e lineare con morbide jerkate di tanto in tanto. Spesso l'attacco vero e proprio è preceduto da piccole “musate” del barracuda sul nostro artificiale (quasi come se volesse "assaggiarlo"), in questi momenti è necessario continuare il nostro recupero senza accelerare e ferrare decisi solo quando percepiamo il “morso vero” sull’esca.
Ho avuto modo di sperimentare tutto questo sulla mia pelle durante la prima pescata mediterranea a barracuda: i mie compagni ed io, con recuperi più o meno allegri e jerkati, non riuscivamo ad avere un solo attacco mentre, pochi metri più in la, alcuni pescatori del luogo (non proprio spinner di qualità!) ferravano un pesce dietro l'altro. Preso un po'dallo sconforto mi misi ad osservare cosa facevano per catturare così tanto: recupero lento e lineare, niente di più niente di meno. Da quel momento, facendo come loro, iniziammo a bucare anche noi risolvendo alla grande la nottata!
 
Beninteso, questo preambolo non vuole avere alcuna velleità tecnica né tanto meno pretende di insegnare niente a nessuno, sono solo concetti maturati in parte grazie a mie esperienze dirette ed in parte (la maggior parte direi) grazie a consigli di amici pescatori ben più esperti di me.
 
Ma veniamo al sodo...
Qualche settimana fa abbiamo deciso di approfittare di una nottata che il meteo prevedeva come “buona” per fare una delle nostre spedizioni; sarebbe la prima della stagione e la voglia è tanta! Mettiamo dunque da parte i vari impegni e partiamo!
 
Prima del cambio di luce siamo in pesca e la presenza di barracuda è chiara fin dai primi lanci: gli inseguimenti da parte di piccoli barracuda sono quasi una costante ad ogni recupero ma, nonostante i mille tentativi, di mangiate neanche a parlarne.
 
A mano a mano che si fa buio arrivano finalmente le prime mangiate, si tratta di pesci piccoli ma qualcosa si muove ed iniziamo a crederci...
 
Purtroppo la musica non cambia e a fine pescata le catture non sono state né enormi né, soprattutto per quanto mi riguarda, numerose (ne ho presi meno dei soci meritando così i loro insulti e sfottò!).
 
 
 
Fortunatamente la mia  St. Croix Avid Inshore AIS70MF, che nonostante i 3/4oz dichiarati lancia e, soprattutto, gestisce tranquillamente tutti i long jerk fino ai 190/200mm, mi ha fatto divertire anche con i piccoli barracuda! E'  una  canna  bellissima,  perfetta  per  questo  tipo  di  pesca!  Non  mortifica  il combattimento con i pesci piccoli ma, grazie alla sua schiena potente, non va in crisi con i big! Bellissimo attrezzo davvero!
 
Per concludere...
Anche se in questa occasione non abbiamo ottenuto i risultati che speravamo non sono poi rare le pescate "esagerate" che si concludono con numerosissimi strike. In queste occasioni è veramente fin troppo facile commettere delle vere e proprie stragi. E' quindi necessario non farsi prendere la mano e moderarsi effettuando, se non un C&R integrale, almeno un prelievo più che responsabile.
 
Queste giornate di pesca, anche quando le cose non vanno come sperato come stavolta, sono momenti unici. Sono tra le poche occasioni in cui riesco veramente a "staccare la spina" dalla quotidianità. Freddo, pioggia, nottata in bianco sono tutti disagi che a stento percepisco: lo spirito goliardico di queste uscite, gli sfottò per una cattura in più dei compagni di pesca, le risate per le continue cazzate che a raffica spariamo  sono tutte cose che valgono il sacrificio di una notte all’addiaccio.
 
 
Il bello della zingarata è proprio questo: la libertà, l'estro, il desiderio... come l'amore. Nasce quando nasce e quando non c'è più è inutile insistere. Non c'è più! [Giorgio Perozzi, Amici Miei]
 
 
Attrezzatura:
 
Reel: Daiwa Certate 3000 Custom Body
 
 

Alla prossima!
 

 

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