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lunedì 28 settembre 2015

Black Bass a Bilancino

Rieccomi qua, giusto per alimentare un po' il blog e per condividere questa cattura per me così inusuale...

Un bel bass catturato a crank durante una pescata a Bilancino, nel Mugello. Alla bilancia è risultato 2kg precisi precisi!




Non sono un bassista e non sono davvero in grado di darvi informazioni tecniche sulla cattura! In questo caso è stato davvero "lancia e recupera" senza troppo cognizione di causa! Un colpo di fortuna insomma.


Nella stessa giornata, in compagnia di +gabriele de camillis , abbiamo catturato anche un discreto luccio (lui) e slamati un altro bass belloccio ed un piccolo luccetto.

Alla prossima!


sabato 20 settembre 2014

Ancora al lago del Bilancino

Sulle ali dell’entusiasmo dell’ultima pescata a Bilancino, a distanza di una settimana, decido di bissare l’esperienza lacustre.
In questi giorni ho infatti avuto modo di riflettere e lucubrare sulle nozioni acquisite la volta scorsa cercando di capire cosa poteva essere cambiato e migliorato.

Innanzi tutto l’interesse è rivolto quasi esclusivamente a lucci e a persici reali di taglia. Quindi l’approccio con i metal jig è drasticamente ridotto (giusto qualche calata di “riscaldamento” con attrezzatura da light game, giusto per scappottare).

Quindi pescherò “pesante” con jig head da 1/2 a 5/8 (pescando anche su 20mt d’acqua mi interessa arrivare in fretta nelle zona di pesca) sulle corposi shad dai 4 ai 5 pollici.

La scelta degli shad è ricaduta su fondamentalmente su due modelli: il blasonatissimo ed efficacissimo Keitech Swing Impact Fat conosciuto da tutti i pescatori di acqua dolce e salata ed il Damiki Anchovy Shad. Quest’ultimo è una soft jerkbait da 5 pollici realizzata con una mescola molto resistente ma allo stesso tempo morbida che ne garantisce un impeccabile nuoto della coda tagliata a “coda di rondine”. Il corpo dell’esca è molto semplice ma tuttavia estremamente efficace sia con recuperi a bassa velocità che a velocità più sostenute. Molto belli anche i dettagli come l’occhio in 3D e il disegno delle squame. E’ una soft bait molto versatile che si presta ad una infinità di impieghi e di inneschi (texas, wacky, drop shot, jig head ecc.).

Ma vediamo i risultati:




Per quanto mi riguarda direi molto molto soddisfacenti!

La giornata si conclude con due lucci a testa, diversi reali di taglia accettabile ed un bass!
Ma fra tutti la medaglia d'oro se la merita questo bel luccio preso da +gabriele de camillis 


 

Alla prossima!
 

lunedì 15 settembre 2014

Una Giornata al Lago

Sfruttando la piccola barchetta dell’ormai storico compagno di pesca un paio di uscite l'anno le dedico all’invaso artificiale del Bilancino.
L’ambiente è molto vasto e non è facile pescarci, soprattutto per chi come me è poco pratico di pesca in fresh water e non conosce lo spot.
Le prede sono quelle tipiche di un lago di fondo valle: black bass, persici reali, lucci e cavedani.
E così una nebbiosa domenica mattina di settembre ci diamo appuntamento sulle sponde del lago per una bella mattinata di pesca alla ricerca di qualche bel reale o di un luccio.
La pesca al reale non è complicata, basta individuarli con l’ecoscandaglio (e qui l’esperienza aiuta molto, conoscere lo spot ci fa risparmiare un sacco di tempo nell’individuare il branco) ed il gioco è quasi fatto. La tecnica che preferisco (o meglio, che preferivo) e probabilmente la più redditizia, è quella di pescare in verticale calando un metal jig proprio in mezzo al branco, una sorta di vertical jigging per intenderci. Se i pesci sono in vena non tarderemo a sentire le prime mangiate.
I metal jig sono più o meno tutti validi, ma qualcuno lo è più degli altri. A me ad esempio, manco a dirlo, piace molto il solito Damiki Balhae, un jig polivalente che mi ha dato ottimi risultati anche pescando in verticale. In più di una pescata qui al bilancino ha fatto la differenza (e chiamo a testimoniare il socio di pesca +gabriele de camillis) con un rapporto di catture rispetto a qualsiasi altro jig nettamente a suo favore (siamo sulle tre/quattro catture contro una degli altri jig, mica spiccioli).

Il solo inconveniente di questa pesca sta nella taglia media delle catture che risulta essere piuttosto piccola. Salvo rare eccezioni è praticamente impossibile selezionare la taglia semplicemente aumentando la grammatura e le dimensioni dei metal jig.

L’unico modo per venire a capo di questa situazione e tentare la cattura di qualche bel pesce è quella di non pescare direttamente sopra la marcatura (e quindi dentro la palla dei reali) ma starne appena fuori, a circa un metro. Pescando in questa zona con un’attrezzatura un po’ più pesante e innescando su jig head (anche di 1/2oz) un bel gambero o uno shad sui 4”, come il Keitech Swing Impact Fat o il Damiki Anchovy Shad (esca che mi sono ripromesso di testare in questa situazione di pesca), è infatti possibile imbattersi in qualche bell’esemplare di reale o qualche luccio. Questi predatori stanno in agguato in prossimità della palla dei piccoli reali pronti ad approfittarsi di ogni sprovveduto esemplare che si allontani dal branco. Di sicuro cala drasticamente il numero delle catture ma a tutto vantaggio della taglia.
E’ una soluzione che mi è stata suggerita da chi ha ben più esperienza di me in questa pesca e devo riconoscere che già dalla prima applicazione ha già dato i suoi frutti.




Alla fine della pescata chiudiamo con un paio di lucciotti (uno a testa), non enormi ma per un pescatore di mare come me è una bella soddisfazione, e diversi reali, non grandi come avrei sperato ma comunque molto più del solito.
Giornata molto divertente e proficua anche alla luce della mia consacrazione al mondo del "casting" con la mia nuova St.Croix Avid 7' 1oz AVC70MHF customizzata.


Alla prossima!


mercoledì 27 agosto 2014

Light Rock Fishing in estate?

Nel periodo estivo quando le banchine dei porti si affollano di turisti e pescatori "della domenica" l’unica soluzione per cercare un po' di tranquillità e solitudine sono le scogliere frangiflutti dell’esterno dei porti. Di norma la difficoltà di camminare sugli scogli, sopratutto di notte, scoraggia molti avventori lasciandomi buoni tratti pescabili lontano da altri pescatori.

Oltretutto è bene tenere presente che nella maggior parte dei porti la pesca è vietata e se d'inverno la nostra presenza è tollerata in estate (proprio per la massiccia presenza di barche ormeggiate, turisti ecc.) potremmo essere allontanati dalle autorità portuali.
Quindi o per necessità o per obbligo è sempre bene avere a disposizione una valida alternativa come le scogliere foranee.
Per fortuna, per il pescatore di Light Rock Fishing, questi ambienti si rivelano frequentemente delle vere e proprie miniere d'oro: calare un esca in una buca tra gli scogli equivale spesso e volentieri a presentarla a pochi cm dalla bocca di uno scorfano o di qualche altro piccolo predatore.
E' con queste premesse che una di queste sere sono uscito di casa in direzione di uno dei porti presenti nelle mie zone con già ben chiaro in testa come affrontare la pescata, ovvero nel più classico dei modi: T.O.W. FNSS Fluorocarbon diretto e Black Flagg Light Game Ballhead 1/16 #8; una combinazione tanto semplice quanto letale.
 
T.O.W. FNSS Fluorocarbon è un fluorocarbon dedicato alla pesca finesse nel quale possiamo ritrovare i vantaggi propri del nylon e di quelli del fluorocarbon come sensibilità, invisibilità, assenza di elasticità e resistenza all’abrasione.
E’ disponibile in sei misure (dalle 3 alle 8lb) in bobine da 150mt. Nelle misure più sottili è perfetto per il light rock fishing: la resistenza al nodo e all’abrasione ci consentono di pescare tranquillamente anche fra rocce e scogli con maggior sicurezza. E considerati i 150mt, riesco a farci 2 o addirittura 3 imbobinature!
Le Ballhead invece fanno parte della serie Black Flagg Light Game Specific composta da tre modelli di jig head dedicate al light game sia esso praticato in mare o in fresh water:
 - Black Flagg Light Game Ballhead: la classica jigh head a testa “tonda”, facile da usare e sempre efficace in tutte le situazione (misure: 1/32oz #8; 1/16oz #8; 1/8oz #6);
 - Black Flagg Light Game Darting Head: la forma “darter” consente a questa jig head di compiere, se recuperata con secchi colpi di vetta,  “nervosi” scarti laterali facendo assomigliare la nostra esca ad un piccolo pesce in difficoltà (misure: 1/32oz #8; 1/16oz #8);
 - Black Flagg Light Game Bullet Jig: studiata per un perfetto movimento “swimming”. La forma a proiettile della testina fende l’acqua senza creare attrito tenendo in perfetto asse la nostra piccola esca (misure: 1/32oz #8; 1/16oz #8).

Come esche non ho che l'imbarazzo della scelta, con me ho sempre dietro la serie "crostacei" di Reins (RING SHRIMP, SMALL CRAB, THINY HOG 2” e MINI AX CRAW sono sempre una garanzia) ed ovviamente il DAMIKI AIR CRAW 2″.





Ed è proprio lui che decido di innescare per primo. Le sue chele, vero elemento distintivo dell’esca, sono cave e piene d’aria e consentono all’Air Craw di assumere un assetto quasi verticale (nel bass fishing si parlerebbe di stand up) che potrebbe tornarmi estremamente utile. Ma il suo segreto non sono solo le chele, anche le estremita delle sei appendici che simulano le zampette del crostaceo sono piene d’aria e pronte a vibrare ed oscillare ad ogni più leggera sollecitazione!




E’ infatti l’ideale per pescare in piccole buche con scarsi spazi di manovra, basta infatti calarlo in verticale tra uno scoglio e l’altro e, con leggeri movimenti di polso, farlo letteralmente danzare sul posto proprio davanti alle tane e nelle zone di caccia.





Tra una cattura e l’altra il tempo passa via velocemente e, molto soddisfatto per come è andata la serata, decidono che è il momento di tornare verso casa!
In conclusione consiglio a tutti, almeno per il periodo estivo, di abbandonare gli affollati moli e spostarsi sulle dighe foranee. Le catture, soprattutto pescando con l’esca giusta progettata appositamente per questo tipo di ambiente come appunto il Damiki Air Craw, saranno numerose e di taglia interessante. E non mancheranno nemmeno le sorprese come cerniotte, corvine, piccoli gronghi e qualche cefalopode.
Provate e mi darete ragione.

Raccomando solo un po' di attenzione, camminare sugli scogli può essere sempre pericoloso, sopratutto di notte e con scarsa illuminazione. Quindi occhi aperti e prestare sempre massima attenzione a dove mettiamo i piedi.

Alla prossima!

 

lunedì 7 luglio 2014

A Cheppie!

Se c’è una tecnica che non ha mai attirato la mia attenzione è proprio lo spinning alla cheppia (Alosa fallax). E’ una pesca che perlopiù ho sempre visto praticare dagli anziani locali: spalla contro spalla a lanciare, spesso con attrezzature improponibili, vecchi ondulanti “insacchettando” tutto ciò che rimaneva all'amo... Insomma, questa visione poco romantica dello spinning alla cheppia mi ha sempre tenuto lontano da questa pesca.
Ma quest’anno qualcosa è cambiato… Tutto è iniziato a fine aprile quando, quasi per caso, mi faccio convincere a dedicare una pescata alla cheppia. Seppur poco convinto (poco male penso, alla fine passerò una mattinata in compagnia)m i documento un po' in rete e decido l'attrezzatura da portarmi dietro: una 5/8 da 7’ non troppo rigida in grado di lanciare e gestire esche dai 5 ai 20gr. L'idea, anc'essa carpita in rete, è quella di utilizzare come esche i metal jig che normalmente utilizzo in mare.
Lo spot è per fortuna deserto, siamo soli io e +gabriele de camillis  il socio di pesca. I segni in acqua sono inequivocabili e la presenza dei pesci è chiara fin da subito. Ma per avere i primi attacchi dobbiamo capire come pescare. Non appena trovato “cosa” lanciare e “come” recuperarlo arrivano le prime mangiate ed alla fine si rivelerà una pescata estremamente divertente con numerose catture (tutte puntualmente rilasciate), inseguimenti e cheppie slamate.

La pesca mi prende ma purtroppo siamo a ridosso del periodo di chiusura... si deve aspettare luglio.
Finalmente arriva anche luglio e con lui riprendono le catture.

Ecco alcune foto di pesci presi nelle varie uscite...




Mattatore delle pescate, tanto per cambiare, l'ormai fedele Damiki Balhae nella versione da 14gr che recuperato abbastanza allegramente e con frequenti stop&go è stato spesso in grado di fare la differenza anche in questa occasione.

Cosa aggiungere? La mia considerazione per questo pesce è senza dubbio aumentata: predatore vorace e buon combattente in grado di esibirsi in salti spettacolari, cosa chiedere di più?

Alla prossima!


sabato 28 dicembre 2013

Che nottata!

Finalmente, dopo tanto troppo tempo sono riuscito a ritargliarmi una mezza giornata da dedicare alla pesca.

La compagnia é collaudata, lo spot meno... quale miglior occasione quindi per qualche esperimento?

Gli obbiettivi sono quelli classici delle fredde serate invernali: barracuda, calamari e scorfani, quest'ultimi naturalmente a light game.

Senza troppi indugi, fissiamo l'appuntamento e, puntuali all'ora stabilita, partiamo. I km da percorrere non sono affatto pochi ma, tra una chiacchera e l'altra, scivolano via tutto sommato velocemente.

Una volta arrivati a destinazione siamo subito in pesca e ci bastano davvero pochissimi lanci per capire che, una volta tanto, la fortuna é dalla nostra parte: i pesci sono molto attivi e collaborativi! All'inizio la taglia lascia un po' a desiderare, ma con il passare del tempo si presentano anche anche quelli un po' più belli.
Alla fine il bottino sarà di diversi barracuda, qualche bello scorfano e qualche piccola sorpresa!
 
Mattatore della serata è stato il Damiki Striker 120, un suspending VERO nato per il bass fishing ma dimostratosi super efficacie, abbinato alla St. Croix Avid Inshore 7" 3/4 oz (AIS70MF) anche in mare!
 
Ma basta con inutili discorsi, passiamo a qualche foto!
 
I barracuda...
 


Gli scorfani...


Tra cui un bel rosso preso da +gabriele de camillis


I calamari...


Il Luccio di mare a light game su Duo Tetra Works Toto 42...


E per finire, la sorpresa pomeridiana!

 
 
Che dire, gran bella pescata!

Alla prossima!

venerdì 14 giugno 2013

Ultra Light Shore Jigging Vol. VI: ancora l'alletterato!

Dopo diverse settimane passate tra impegni e mal tempo riesco finalmente a tornare in scogliera per fare qualche lancio a ultralight jigging. Le previsioni meteo minacciano pioggia ma la voglia è così tanta, almeno come la speranza di fare una bella cattura, che mi armo di waders e wading jacket e partio ugualmente.
Dopo i soliti lunghi chilometri in auto ci aspetta la lunga camminata per arrivare sullo spot ma, per fortuna, la bellezza della natura che ci circonda ci fa sembrare meno pesante la sfacchinata.
Purtroppo una volta giunti sul mare troviamo un vento vento laterale piuttosto teso e sostenuto che non ci impedisce di pescare ma di certo non aiuta l’azione di pesca.
La prima parte della pescata scorre via anche fin troppo tranquillamente; nonostante i molti tentativi sembra quasi di lanciare in un mare deserto, solo le onnipresenti castagnole che girano intorno agli scogli sotto i nostri piedi tradiscono la presenza di qualche forma di vita...
Decidiamo quindi di spostarci su un’altra punta qualche centinaio di metri alla nostra desta, è un po’ difficile da raggiungere ma ci ha sempre dato delle soddisfazioni. E anche in questo caso non tradisce le aspettative: al secondo lancio arriva la mangiata sul Damiki Balhae 14gr pink.
L’attacco non è di quelli potenti che ti sfila la canna di mano ma piuttosto “delicato” e la resistenza del pesce è decisamente blanda, tanto da farmi credere di aver catturato uno dei soliti pescetti. Invece dopo qualche secondo finalmente il pesce decide di rivelare la sua vera stazza esibendosi in potenti ripartenze e veloci fughe verso il largo che fanno fischiare la frizione del mulinello.
Purtroppo, a differenza della volta precedente (vedi report
), non posso lasciargli prendere tutto il filo che vuole, a causa di scogli affioranti e di taglientissimi scalini appena sotto la superficie sono costretto a forzare il pesce affidandomi al tracciato G-Soul X3 PE 0.6 di YGK (a proposito di questo trecciato vi consiglio la lettura di questa recensione  che condivido in toto, soprattutto per quanto riguarda l’affidabilità e la resistenza al nodo).
Non senza fatica riesco comunque a tenerlo sempre a distanza di sicurezza delle rocce e -dopo non so quante ripartenze- riesco ad avere la meglio sul mio avversario e portarlo a riva.


E’ un bell’alletterato, un combattente favoloso soprattutto se affrontato con attrezzatura da light game!






Seguirà qualche altro pescetto ma niente degno di nota, salvo un altro alletterato spuntato all’improvviso praticamente da sotto i nostri piedi che il compagno di avventura ha slamato un istante dopo la ferrata.

Prima di chiudere voglio spendere due parole sul piccolo artificiale che da qualche mese mi accompagna fedelmente nelle mie uscite in scogliera e a cui va il merito della maggior parte delle catture.

Il BALHAE è il metal jig di casa Damiki dedicato al light game, disponibile nelle versioni da 7gr, 14gr e da 20gr ed in cinque colorazioni diverse: cobalt gold, pink, fire gold, spot blue silver e black silver.




La sue estrema efficacia è da ricercare in primis nella sua struttura e nella sua forma. Il profilo aerodinamico ed il baricentro spostato nella parte posteriore permettono lanci lunghissimi mentre la sua sezione asimmetrica lo rende idoneo ad essere recuperato efficacemente in molti modi diversi:
- se recuperato linearmente (anche a basse velocità) il suo nuoto è caratterizzato da ampie oscillazioni della coda;
- se jerkato risponde prontamente con secchi scatti laterali e risulta molto efficace soprattutto in presenza di predatori in caccia sulla minutaglia;
- ma il meglio di se lo da con il classico recupero a “dente di sega” diventando micidiale soprattutto in caduta, dove il suo sfarfallio fa letteralmente “salire il sangue il cervello” ai predatori.
Il suo impiego ideale è nello shore jigging ultralight dalla scogliera alta alla ricerca di tutti i predatori che vivono in questi ambienti dall’occhiata e il sugarello per arrivare al dentice, alla ricciola e a tutti i pelagici di passo.
Lo trovo quindi perfetto per l’utilizzo da terra per uno shore jigging “ultralight” nei confronti di un po’ tutti i predatori insidiabili, dai meno “pregiati” ai più “nobili”.

Posso senz’altro affermare, senza faziosità, che si tratta del più efficace metal jig che abbia mai usato. Lo trovo facile da usare e versatile, si adatta perfettamente a tutte le possibili esigenze di pesca risultando sempre molto molto catturante. Un’esca che non deve mancare mai.



Alla prossima!



domenica 7 aprile 2013

Ultra Light Shore Jigging Vol. V: la nuova specie


Ultimamente le uscite a jig sono state molto fruttuose grazie alle numerose catture di sugarelli di discreta taglia ed occhiate.

In particolare proprio l'ultima uscita è stata molto soddisfacente grazie alla cattura, oltre ai soliti sugarelli ed occhiate, di alcuni sgombri (Scomber scombrus) specie che ancora mancava nel mio palmares. Gli sgombri cacciavano su vere e proprie mangianze a soli pochi metri da riva: bastava lanciare il jig in mezzo alle palle di pesciolame per avere la quasi matematica certezza di un attacco. Mai trovata, prima d'ora, una situazione simile da riva...

Sgombro (Scomber scombrus) su Damiki Balhae
 

Sgombro (Scomber scombrus) su Damiki Balhae
 

Il jig più redditizio, tanto per cambiare, è stato il Damiki Balhae. Si tratta di un jig dalla forma allungata che, probabilmente grazie alla sua sezione asimmetrica, in caduta produce uno sfarfallio che sta risultando efficacissimo un po' con tutti i predatori (sugarelli, occhiate, aguglie, sgombri...).
 
 
Damiki Balhae
 
 



Attrezzatura:
- Rod: Yamaga Blanks Blue Current 74
- Reel: Daiwa TD FUEGO1000A
- Line: Sunline Rock Fish PE 0.4 + Yamatoyo Addict Fluoro 5lb
- Lure: Damiki Balhae 14g



Alla prossima!





domenica 17 marzo 2013

Ultra Light Shore Jigging Vol. IV: la scogliera

Doveva essere un w.e. di pesca, di quelli che due tre volte a stagione ci concediamo. Purtroppo le avverse condizioni meteo previste per la domenica ci fanno desistere dal programma e, dal w.e. che doveva essere, ci ritroviamo a poter pescare solo il sabato.
Decisi a portare avanti almeno il possibile del preventivato scegliamo un nuovo tratto di scogliera, mai provato fin'ora.
Il posto è paesaggisticamente bellissimo: la macchia mediterranea pronta ad esplodere di colori e profumi ai primi tepori della primavera, le ripide scogliere a picco su un mare turchese... comunque vada la pescata, ne è già valsa la pena!
 
Al di là dell'aspetto naturalistico lo spot è stato scelto anche per la profondità delle sue acque (a tiro di canna dai 7 ai 10mt ci sono sicuramente) che si presta perfettamente alla "tecnica" che abbiamo in mente ed alla quale m sto dedicando con una discreta costanza, lo shore jigging ultraleggero.
 
Ci sistemiamo su una bella punta e iniziamo a lanciare. Per le prime catture non c'è molto da aspettare (una volta tanto!), con il classico recupero a "dente di sega" riusciamo ad individuare dove staziona il branco di discreti sugarrellotti ed iniziano le catture!
Alla fine il "bottino" sarà di numerosi sugarelli di buona taglia...
 
Sugarello (Trachurus trachurus) su Damiki Balhae 14g 005 Pink
 
Sugarello (Trachurus trachurus) su Damiki Balhae 14g 005 Pink

Tommaso con un Sugarello su Damiki Balhae 14g Spot Blue Silver 014
 
...e di qualche occhiata.
 
Occhiata (Oblada melanura) su Damiki Balhae 14g Spot Blue Silver 014
 
 
Attrezzatura:

- Reel: Daiwa TD FUEGO1000A
- Line: Sunline Rock Fish PE 0.4 + Yamatoyo Addict Fluoro 5lb
- Lure: Damiki Balhae 14g 005 Pink e 014 Spot Blue Silver 
Maria Shore Jig Hook Little #4


Alla prossima!