lunedì 14 dicembre 2015

La Corvina

Niente di trascendentale, è più una scusa per smuovere il blog che altro...
 
Comunque una nuova specie si aggiunge al mio palmares! In una "triste" nottata l'assenza di predatori "seri" mi ha spinto a mettere da parte l'attrezzatura da jerk e ad imbracciare di nuovo, dopo veramente molto tempo, l'attrezzatura da Light Rock Fishing.
 
Anche dopo il cambio la situazione è migliorata di poco o nulla: solo qualche piccolo scorfano. Ma alla fine: mangiata delicata, ferro e via con qualche bella fuga verso il fondale. Grazie all'attrezzatura veramente moolto light è stato divertente salpare questa bella corvina. La nuova specie.
 
 
 
 
Alla prossima!



 

mercoledì 21 ottobre 2015

Spinnin Party - Spinning alla Spigola nella Laguna di Orbetello

Domenica scorsa, 18/10/2015, si è svolta nella Laguna di Orbetello una manifestazione di pesca a spinning alla spigola (il c.d. Spinning Party, organizzato da Blue Spring con al collaborazione di Marco Volpi di Master Fish), una "gara" dispesca che alla fine si è rilevata più di una occasione per pescare in laguna e passare una giornata in compagnia che una vera e propria manifestazione agonistica.
 
La giornata è stata "difficile" considerati gli standard del luogo ma alla fine qualche pesce è uscito anche se, haimè, è mancata la taglia.

L'assenza completa di vento e della conseguente increspatura dell'acqua (condicio sine qua non, secondo gli esperti del luogo, affinchè le spigole entrino in attività) ci ha fatto sudare i pesci catturati.

Sprezzanti dei divieti, io e +gabriele de camillis  peschiamo imperterriti
Altro aspetto "anomalo" della giornata è che le catture non sono state fatte a top water. Wtd e popper, da sempre signori indiscussi della Laguna di Levante, stavolta sono stati presto riposti per fare spazio a minnow, piccoli jerk e le intramontabili soft bait.

Una delle tre spigolotte catturata

 
Come attrezzatura ho utilizzato esclusivamente (vagabondo come sono non ho avuto la voglia di portarmi al seguito più di una conna) la mia St Coix Legend Xtreme Inshore XIS70MLF da 1/2oz.
Come ho avuto modo di scrivere in più occasioni (qui ad esempio) questa canna è nata per la spigola in questi ambienti (foci e lagune) dove veramente si esprime al massimo: la leggerezza, la sensibilità, l'azione fast ma non troppo, e la giusta riserva di potenza si fanno apprezzare al 100% delle loro potenzialità.
 
 
Approfitto per ringraziare tutti, angler ed organizzatori, per la bella giornata trascorsa (degnamente conclusa con un bel pranzo presso il ristorante "I Pescatori").


La premiazione dopo il pranzo al ristorante "I Pescatori"


 
Alla prossima!


 

lunedì 28 settembre 2015

Black Bass a Bilancino

Rieccomi qua, giusto per alimentare un po' il blog e per condividere questa cattura per me così inusuale...

Un bel bass catturato a crank durante una pescata a Bilancino, nel Mugello. Alla bilancia è risultato 2kg precisi precisi!




Non sono un bassista e non sono davvero in grado di darvi informazioni tecniche sulla cattura! In questo caso è stato davvero "lancia e recupera" senza troppo cognizione di causa! Un colpo di fortuna insomma.


Nella stessa giornata, in compagnia di +gabriele de camillis , abbiamo catturato anche un discreto luccio (lui) e slamati un altro bass belloccio ed un piccolo luccetto.

Alla prossima!


lunedì 20 luglio 2015

Trota torrente? Salmo trutta fario!

Premetto che è un post riferito a catture di fine primavera...
Succede veramente di rado, forse troppo di rado, ma ogni tanto mi piace abbandonare le rocce delle scogliere per "rifugiarmi" tra altre rocce, quelle dei monti, lungo le sponde dei piccoli torrenti alla ricerca di tranquillità e di qualche bella trota fario (Salmo trutta fario).

Non posseggo un'attrezzatura specifica ma "riciclo" quella da che utilizzo per il light game in mare.
Per quanto riguarda le esche preferisco utilizzare, rispetto ai classici rotanti e minnow, delle soft bait innescate su classiche jig head (dal peso variabile in funzione dello spot) tipo le Black Flag LG Ballhead o le Damiki Shield Jig Head B Type.

Lato canna ho avuto qualche problemino in più: seppur perfetta come azione i 7'4" sono un po' troppi per muoversi lungo la sponda di un piccolo torrente. Ma sto risolvendo anche questo problema... ho infatti gia messo gli occhi su un paio di soluzioni che potrebbero fare al caso mio: la St. Croix Trout Series TSS64LF2 o la St. Croix Avid Series AVS60LF.

Ma basta chiacchere, tanto non sarei in grado di dare informazioni tecniche, passo alle foto di alcune delle catture della prima uscita (e unica?) del 2015! Pesci non enormi ma dalla livrea bellissima!










Alla prossima!




martedì 10 febbraio 2015

Libeccio

L'appuntamento è fissato: solita ora, solo bar per l'ormai consueta uscita in barca della domenica mattina.
Purtroppo nella notte si è alzato un libeccio molto più forte di quanto previsto ed in barca non possiamo uscire. Vabbè, di tornare a casa non se ne parla nemmeno, che fare? Decidiamo di girare per il porto in cerca di qualche spot un po' più riparato dove riuscire a fare qualche lancio.
La zona non la conosciamo, quindi andiamo un po' a zonzo senza una meta precisa. Finalmente, bella camminata e qualche lancio a vuoto, troviamo una piccola darsenetta riparata e con acqua non troppo profonda. Qualche mugginetto si muove tranquillamente a galla. Pare proprio un buon posto per perderci un po' di tempo.
Infatti, al secondo o terzo lancio, proprio sullo scalino dello scivolo di alaggio arriva la botta. Secca e decisa. Breve e non irresistibile combattimento e viene fuori una bella spigolotta sul chilo e mezzo, forse qualcosa meno.



 

Alla prossima!


martedì 3 febbraio 2015

Proprio lì, dove doveva essere

Con un po' di ritardo posto il racconto di una veloce pescata la della mattina del 06 gennaio.
Prima uscita dell'anno (la terza di questo inverno) in barca in cerca di spigole.

Prima dell'alba siamo già in mare in direzione di alcune zone del porto teoricamente valide per le spigole. Nonostante la "teoria" sia dalla nostra la "pratica" ci è decisamente avversa e di spigole non vediamo nemmeno l'ombra. Anche la presenta di pesce foraggio è stranamente scarsa (di solito in questi giorni i branchi di mugginetti sono sempre numerosi). Quindi niente da fare, lanciamo in acqua un po' di tutto: soft bait, piccoli suspending jerk ma nulla, come se in acqua non ci fosse vita. Giriamo, con lo stesso copione, alcuni hot spot e passano così un paio di ore.

Sforzandomi di cercare il lato positivo della situazioenne posso dire che alla fin fine non è poi stato tempo perso. Ho avuto infatti modo di prendere confidenza con il mio nuovo gioiellino, la St.Croix Legend Xtreme Inshore XIS70MLF (7’ per 1/2oz di c.w. massimo, azione fast, power medium/light). Che dire… è la “piccolina” della serie Legend Xtreme Inshore (che prevede anche una 3/4oz, una 1 1/4oz e 1 1/4oz in versione da casting) ed è a mio avviso perfetta per la pesca alla spigola con hard bait (da quelle più piccole di pochi grammi fino ai jerk da 14cm). L’azione è fast ma la canna non risulta affatto troppo "rigida"; aspetto secondo me fondamentale quando si è alla ricerca di questo predatore che, come sappiamo, è caratterizzato da un apparato boccale tutto sommato delicato: considerando la già violenta mangiata della spigola, con canne troppo rigide e magari una ferrata un pelo troppo decisa rischieremmo di, letteralmente, strappare l’esca dalla bocca del pesce.
Questa sua peculiarità è dovuta all'assemblaggio con due tipologie di grafite: super alto modulo SCVI nella parte bassa per la massima potenza e forza con un ridotto peso e grafite alto modulo SCV nella parte alta per avere forza, sensibilità.
Monta anelli Kigan Master Hand Zero Tangle con ponte in titanio e pietra in zirconio, quindi antisalsedine.
E’ una canna davvero molto sensibile sia per le caratteristiche intrinseche del fusto, come appena detto, che per il particolare design dell’impugnatura realizzata in materiale Xtreme Skin (antiscivolo, idrorepellente, facile da pulire nonché, come già detto, molto molto sensibile) che trasmette al pescatore ogni più infinetesimale vibrazione.
Non è una canna da gomma, ma alla fine, quando è stato necessario si è adattata allo scopo sufficientemente bene.


Ma torniamo alla pesca.
Il sole è ormai alto e decidiamo che è giunto il momento di inventare qualcosa per cambiare le sorti della giornata. Dalla parte interna del porto ci spostiamo in prossimità delle murate esterne, praticamente in mare aperto. Fortunatamente c’è un po’ d’onda (residuo di una recente mareggiata) che crea su alcuni scogli sotto il pelo dell’acqua delle discrete turbolenze e dei bei risacconi. Anche in questo caso la teoria vorrebbe che se una spigola sia in caccia debba essere li. Jerk in canna e si inizia a lanciare. Giusto il tempo di fare una decina di lanci e finalmente ecco la botta decisa in canna. E’ lei, inequivocabilmente è lei, proprio lì dove doveva essere tra la schiuma, nella risacca pronta a tendere i suoi agguati.
Non certo una big, appena sotto il chilo, ma per come stava andando la giornata e per iniziare il 2015 con il piede giusto mi posso accontentare!



Alla prossima!

N.B. nei porti è di norma vietato pescare. Tuttavia la pesca sportiva è spesso tollerata soprattutto se praticata con un minimo di buon senso (per intenderci, basta ad esempio non metterci a pescare in zone di transito o di manovra delle navi). Comunque il divieto di pesca c’è e siamo sempre a rischio di sanzioni.

sabato 20 settembre 2014

Ancora al lago del Bilancino

Sulle ali dell’entusiasmo dell’ultima pescata a Bilancino, a distanza di una settimana, decido di bissare l’esperienza lacustre.
In questi giorni ho infatti avuto modo di riflettere e lucubrare sulle nozioni acquisite la volta scorsa cercando di capire cosa poteva essere cambiato e migliorato.

Innanzi tutto l’interesse è rivolto quasi esclusivamente a lucci e a persici reali di taglia. Quindi l’approccio con i metal jig è drasticamente ridotto (giusto qualche calata di “riscaldamento” con attrezzatura da light game, giusto per scappottare).

Quindi pescherò “pesante” con jig head da 1/2 a 5/8 (pescando anche su 20mt d’acqua mi interessa arrivare in fretta nelle zona di pesca) sulle corposi shad dai 4 ai 5 pollici.

La scelta degli shad è ricaduta su fondamentalmente su due modelli: il blasonatissimo ed efficacissimo Keitech Swing Impact Fat conosciuto da tutti i pescatori di acqua dolce e salata ed il Damiki Anchovy Shad. Quest’ultimo è una soft jerkbait da 5 pollici realizzata con una mescola molto resistente ma allo stesso tempo morbida che ne garantisce un impeccabile nuoto della coda tagliata a “coda di rondine”. Il corpo dell’esca è molto semplice ma tuttavia estremamente efficace sia con recuperi a bassa velocità che a velocità più sostenute. Molto belli anche i dettagli come l’occhio in 3D e il disegno delle squame. E’ una soft bait molto versatile che si presta ad una infinità di impieghi e di inneschi (texas, wacky, drop shot, jig head ecc.).

Ma vediamo i risultati:




Per quanto mi riguarda direi molto molto soddisfacenti!

La giornata si conclude con due lucci a testa, diversi reali di taglia accettabile ed un bass!
Ma fra tutti la medaglia d'oro se la merita questo bel luccio preso da +gabriele de camillis 


 

Alla prossima!
 

lunedì 15 settembre 2014

Una Giornata al Lago

Sfruttando la piccola barchetta dell’ormai storico compagno di pesca un paio di uscite l'anno le dedico all’invaso artificiale del Bilancino.
L’ambiente è molto vasto e non è facile pescarci, soprattutto per chi come me è poco pratico di pesca in fresh water e non conosce lo spot.
Le prede sono quelle tipiche di un lago di fondo valle: black bass, persici reali, lucci e cavedani.
E così una nebbiosa domenica mattina di settembre ci diamo appuntamento sulle sponde del lago per una bella mattinata di pesca alla ricerca di qualche bel reale o di un luccio.
La pesca al reale non è complicata, basta individuarli con l’ecoscandaglio (e qui l’esperienza aiuta molto, conoscere lo spot ci fa risparmiare un sacco di tempo nell’individuare il branco) ed il gioco è quasi fatto. La tecnica che preferisco (o meglio, che preferivo) e probabilmente la più redditizia, è quella di pescare in verticale calando un metal jig proprio in mezzo al branco, una sorta di vertical jigging per intenderci. Se i pesci sono in vena non tarderemo a sentire le prime mangiate.
I metal jig sono più o meno tutti validi, ma qualcuno lo è più degli altri. A me ad esempio, manco a dirlo, piace molto il solito Damiki Balhae, un jig polivalente che mi ha dato ottimi risultati anche pescando in verticale. In più di una pescata qui al bilancino ha fatto la differenza (e chiamo a testimoniare il socio di pesca +gabriele de camillis) con un rapporto di catture rispetto a qualsiasi altro jig nettamente a suo favore (siamo sulle tre/quattro catture contro una degli altri jig, mica spiccioli).

Il solo inconveniente di questa pesca sta nella taglia media delle catture che risulta essere piuttosto piccola. Salvo rare eccezioni è praticamente impossibile selezionare la taglia semplicemente aumentando la grammatura e le dimensioni dei metal jig.

L’unico modo per venire a capo di questa situazione e tentare la cattura di qualche bel pesce è quella di non pescare direttamente sopra la marcatura (e quindi dentro la palla dei reali) ma starne appena fuori, a circa un metro. Pescando in questa zona con un’attrezzatura un po’ più pesante e innescando su jig head (anche di 1/2oz) un bel gambero o uno shad sui 4”, come il Keitech Swing Impact Fat o il Damiki Anchovy Shad (esca che mi sono ripromesso di testare in questa situazione di pesca), è infatti possibile imbattersi in qualche bell’esemplare di reale o qualche luccio. Questi predatori stanno in agguato in prossimità della palla dei piccoli reali pronti ad approfittarsi di ogni sprovveduto esemplare che si allontani dal branco. Di sicuro cala drasticamente il numero delle catture ma a tutto vantaggio della taglia.
E’ una soluzione che mi è stata suggerita da chi ha ben più esperienza di me in questa pesca e devo riconoscere che già dalla prima applicazione ha già dato i suoi frutti.




Alla fine della pescata chiudiamo con un paio di lucciotti (uno a testa), non enormi ma per un pescatore di mare come me è una bella soddisfazione, e diversi reali, non grandi come avrei sperato ma comunque molto più del solito.
Giornata molto divertente e proficua anche alla luce della mia consacrazione al mondo del "casting" con la mia nuova St.Croix Avid 7' 1oz AVC70MHF customizzata.


Alla prossima!


mercoledì 27 agosto 2014

Light Rock Fishing in estate?

Nel periodo estivo quando le banchine dei porti si affollano di turisti e pescatori "della domenica" l’unica soluzione per cercare un po' di tranquillità e solitudine sono le scogliere frangiflutti dell’esterno dei porti. Di norma la difficoltà di camminare sugli scogli, sopratutto di notte, scoraggia molti avventori lasciandomi buoni tratti pescabili lontano da altri pescatori.

Oltretutto è bene tenere presente che nella maggior parte dei porti la pesca è vietata e se d'inverno la nostra presenza è tollerata in estate (proprio per la massiccia presenza di barche ormeggiate, turisti ecc.) potremmo essere allontanati dalle autorità portuali.
Quindi o per necessità o per obbligo è sempre bene avere a disposizione una valida alternativa come le scogliere foranee.
Per fortuna, per il pescatore di Light Rock Fishing, questi ambienti si rivelano frequentemente delle vere e proprie miniere d'oro: calare un esca in una buca tra gli scogli equivale spesso e volentieri a presentarla a pochi cm dalla bocca di uno scorfano o di qualche altro piccolo predatore.
E' con queste premesse che una di queste sere sono uscito di casa in direzione di uno dei porti presenti nelle mie zone con già ben chiaro in testa come affrontare la pescata, ovvero nel più classico dei modi: T.O.W. FNSS Fluorocarbon diretto e Black Flagg Light Game Ballhead 1/16 #8; una combinazione tanto semplice quanto letale.
 
T.O.W. FNSS Fluorocarbon è un fluorocarbon dedicato alla pesca finesse nel quale possiamo ritrovare i vantaggi propri del nylon e di quelli del fluorocarbon come sensibilità, invisibilità, assenza di elasticità e resistenza all’abrasione.
E’ disponibile in sei misure (dalle 3 alle 8lb) in bobine da 150mt. Nelle misure più sottili è perfetto per il light rock fishing: la resistenza al nodo e all’abrasione ci consentono di pescare tranquillamente anche fra rocce e scogli con maggior sicurezza. E considerati i 150mt, riesco a farci 2 o addirittura 3 imbobinature!
Le Ballhead invece fanno parte della serie Black Flagg Light Game Specific composta da tre modelli di jig head dedicate al light game sia esso praticato in mare o in fresh water:
 - Black Flagg Light Game Ballhead: la classica jigh head a testa “tonda”, facile da usare e sempre efficace in tutte le situazione (misure: 1/32oz #8; 1/16oz #8; 1/8oz #6);
 - Black Flagg Light Game Darting Head: la forma “darter” consente a questa jig head di compiere, se recuperata con secchi colpi di vetta,  “nervosi” scarti laterali facendo assomigliare la nostra esca ad un piccolo pesce in difficoltà (misure: 1/32oz #8; 1/16oz #8);
 - Black Flagg Light Game Bullet Jig: studiata per un perfetto movimento “swimming”. La forma a proiettile della testina fende l’acqua senza creare attrito tenendo in perfetto asse la nostra piccola esca (misure: 1/32oz #8; 1/16oz #8).

Come esche non ho che l'imbarazzo della scelta, con me ho sempre dietro la serie "crostacei" di Reins (RING SHRIMP, SMALL CRAB, THINY HOG 2” e MINI AX CRAW sono sempre una garanzia) ed ovviamente il DAMIKI AIR CRAW 2″.





Ed è proprio lui che decido di innescare per primo. Le sue chele, vero elemento distintivo dell’esca, sono cave e piene d’aria e consentono all’Air Craw di assumere un assetto quasi verticale (nel bass fishing si parlerebbe di stand up) che potrebbe tornarmi estremamente utile. Ma il suo segreto non sono solo le chele, anche le estremita delle sei appendici che simulano le zampette del crostaceo sono piene d’aria e pronte a vibrare ed oscillare ad ogni più leggera sollecitazione!




E’ infatti l’ideale per pescare in piccole buche con scarsi spazi di manovra, basta infatti calarlo in verticale tra uno scoglio e l’altro e, con leggeri movimenti di polso, farlo letteralmente danzare sul posto proprio davanti alle tane e nelle zone di caccia.





Tra una cattura e l’altra il tempo passa via velocemente e, molto soddisfatto per come è andata la serata, decidono che è il momento di tornare verso casa!
In conclusione consiglio a tutti, almeno per il periodo estivo, di abbandonare gli affollati moli e spostarsi sulle dighe foranee. Le catture, soprattutto pescando con l’esca giusta progettata appositamente per questo tipo di ambiente come appunto il Damiki Air Craw, saranno numerose e di taglia interessante. E non mancheranno nemmeno le sorprese come cerniotte, corvine, piccoli gronghi e qualche cefalopode.
Provate e mi darete ragione.

Raccomando solo un po' di attenzione, camminare sugli scogli può essere sempre pericoloso, sopratutto di notte e con scarsa illuminazione. Quindi occhi aperti e prestare sempre massima attenzione a dove mettiamo i piedi.

Alla prossima!

 

lunedì 7 luglio 2014

A Cheppie!

Se c’è una tecnica che non ha mai attirato la mia attenzione è proprio lo spinning alla cheppia (Alosa fallax). E’ una pesca che perlopiù ho sempre visto praticare dagli anziani locali: spalla contro spalla a lanciare, spesso con attrezzature improponibili, vecchi ondulanti “insacchettando” tutto ciò che rimaneva all'amo... Insomma, questa visione poco romantica dello spinning alla cheppia mi ha sempre tenuto lontano da questa pesca.
Ma quest’anno qualcosa è cambiato… Tutto è iniziato a fine aprile quando, quasi per caso, mi faccio convincere a dedicare una pescata alla cheppia. Seppur poco convinto (poco male penso, alla fine passerò una mattinata in compagnia)m i documento un po' in rete e decido l'attrezzatura da portarmi dietro: una 5/8 da 7’ non troppo rigida in grado di lanciare e gestire esche dai 5 ai 20gr. L'idea, anc'essa carpita in rete, è quella di utilizzare come esche i metal jig che normalmente utilizzo in mare.
Lo spot è per fortuna deserto, siamo soli io e +gabriele de camillis  il socio di pesca. I segni in acqua sono inequivocabili e la presenza dei pesci è chiara fin da subito. Ma per avere i primi attacchi dobbiamo capire come pescare. Non appena trovato “cosa” lanciare e “come” recuperarlo arrivano le prime mangiate ed alla fine si rivelerà una pescata estremamente divertente con numerose catture (tutte puntualmente rilasciate), inseguimenti e cheppie slamate.

La pesca mi prende ma purtroppo siamo a ridosso del periodo di chiusura... si deve aspettare luglio.
Finalmente arriva anche luglio e con lui riprendono le catture.

Ecco alcune foto di pesci presi nelle varie uscite...




Mattatore delle pescate, tanto per cambiare, l'ormai fedele Damiki Balhae nella versione da 14gr che recuperato abbastanza allegramente e con frequenti stop&go è stato spesso in grado di fare la differenza anche in questa occasione.

Cosa aggiungere? La mia considerazione per questo pesce è senza dubbio aumentata: predatore vorace e buon combattente in grado di esibirsi in salti spettacolari, cosa chiedere di più?

Alla prossima!


sabato 28 dicembre 2013

Che nottata!

Finalmente, dopo tanto troppo tempo sono riuscito a ritargliarmi una mezza giornata da dedicare alla pesca.

La compagnia é collaudata, lo spot meno... quale miglior occasione quindi per qualche esperimento?

Gli obbiettivi sono quelli classici delle fredde serate invernali: barracuda, calamari e scorfani, quest'ultimi naturalmente a light game.

Senza troppi indugi, fissiamo l'appuntamento e, puntuali all'ora stabilita, partiamo. I km da percorrere non sono affatto pochi ma, tra una chiacchera e l'altra, scivolano via tutto sommato velocemente.

Una volta arrivati a destinazione siamo subito in pesca e ci bastano davvero pochissimi lanci per capire che, una volta tanto, la fortuna é dalla nostra parte: i pesci sono molto attivi e collaborativi! All'inizio la taglia lascia un po' a desiderare, ma con il passare del tempo si presentano anche anche quelli un po' più belli.
Alla fine il bottino sarà di diversi barracuda, qualche bello scorfano e qualche piccola sorpresa!
 
Mattatore della serata è stato il Damiki Striker 120, un suspending VERO nato per il bass fishing ma dimostratosi super efficacie, abbinato alla St. Croix Avid Inshore 7" 3/4 oz (AIS70MF) anche in mare!
 
Ma basta con inutili discorsi, passiamo a qualche foto!
 
I barracuda...
 


Gli scorfani...


Tra cui un bel rosso preso da +gabriele de camillis


I calamari...


Il Luccio di mare a light game su Duo Tetra Works Toto 42...


E per finire, la sorpresa pomeridiana!

 
 
Che dire, gran bella pescata!

Alla prossima!

lunedì 16 settembre 2013

Ultra Light Shore Jigging in Belly Boat

Solo da poche settimane possiedo un belly boat con all’attivo solo tre o quattro pescate. Non posso quindi definirmi un esperto del mezzo ma, nonostante tutto, non mi sono tirato indietro quando mi è stata fatta una certa proposta: un uscita in mare aperto alla ricerca di qualche predatore di stagione da insidiare a jig con attrezzatura ultralight.
 
Lo spot prescelto è un tratto di scogliera che da terra conosciamo molto bene, il che ci dovrebbe aiutare una volta in acqua. Fortunatamente anche le condizioni meteo sono a nostro favore: mare calmo, vento debole e nessuna nuvola all’orizzonte. Insomma, le premesse per una bellissima giornata ci sono tutte!
 
E così sarà! Ci siamo divertiti come matti, spingendoci sempre “più in là” per riuscire a lanciare sempre più lontano. All’inizio un po’ intimoriti (io di sicuro lo ero) piano piano ci siamo lasciati andare prendendo coraggio (mai però incoscientemente e sempre facendo molta attenzione ad ogni possibile fonte di pericolo possibile) finendo quasi a "sfiorare" le barche che pescavano a bolentino.

belly boat ultra light shore jigging 1
 
 

Anche le catture non sono mancate, perlopiù occhiate e di buona taglia anche, ma la soddisfazione per una giornata del genere va oltre le catture.
 
 
Sensazioni bellissime, sentirsi quasi un tutt’uno con il mare è qualcosa di unico.
 
 

Infine, per concludere al meglio una giornata già perfetta di suo ci concediamo un meritato piccolo vizio enogastronomico: rispettivamente uno spagettino al riccio di mare per me ed uno al ragù di polpo per il socio accompagnati da un bicchiere di vermentino sardo!
 



Alla prossima!

Si ringrazia http://barracudillis.blogspot.com/ di +gabriele de camillis per il prestito delle foto.


venerdì 9 agosto 2013

Spigole in Belly Boat

E’ da un po’ di tempo che non scrivo sul blog, sintomo che le ultime uscite di pesca non mi hanno regalato alcuna esperienza particolare. Certo qualche pesce è uscito e mi sono divertito (come sempre a pesca) ma niente che valesse la pena di essere raccontato.
 
Domenica scorsa, invece, si è presentata l’occasione di provare qualcosa di insolito. Sono stato infatti convinto a sperimentare una pesca “alternativa” e, almeno per me, decisamente insolita: un giro in belly boat ma non nella classica cava da bass (l’ambiente naturale per il belly) ma in foce nella speranza di incappare in qualche spigola.
Nonostante tutto, recuperati da un amico belly e pinne, seppur con riluttanza e scetticismo accetto.
 
Subito dopo l’alba siamo in acqua e pronti per i primi lanci.
L’impatto visivo è straordinario (le foto non gli rendono onore), osservare il fiume da un punto di vista diverso dal solito mi fa apprezzare ancora di più la bellezza dell’ambiente che ci circonda. La pesca è bella per anche questo.
 


 
 
In più riusciamo a catturare un paio di spigolotte, niente di eccezionale, tutte rigorosamente a galla, ma purtroppo siamo arrivati un po’ troppo tardi e la loro attività è già in fase calante.
 
In conclusione è stata un’esperienza gratificante e sicuramente da ripetere.
Sono già in cerca di un belly!
 
 
Alla prossima!
 
 
 
 
 

venerdì 14 giugno 2013

Ultra Light Shore Jigging Vol. VI: ancora l'alletterato!

Dopo diverse settimane passate tra impegni e mal tempo riesco finalmente a tornare in scogliera per fare qualche lancio a ultralight jigging. Le previsioni meteo minacciano pioggia ma la voglia è così tanta, almeno come la speranza di fare una bella cattura, che mi armo di waders e wading jacket e partio ugualmente.
Dopo i soliti lunghi chilometri in auto ci aspetta la lunga camminata per arrivare sullo spot ma, per fortuna, la bellezza della natura che ci circonda ci fa sembrare meno pesante la sfacchinata.
Purtroppo una volta giunti sul mare troviamo un vento vento laterale piuttosto teso e sostenuto che non ci impedisce di pescare ma di certo non aiuta l’azione di pesca.
La prima parte della pescata scorre via anche fin troppo tranquillamente; nonostante i molti tentativi sembra quasi di lanciare in un mare deserto, solo le onnipresenti castagnole che girano intorno agli scogli sotto i nostri piedi tradiscono la presenza di qualche forma di vita...
Decidiamo quindi di spostarci su un’altra punta qualche centinaio di metri alla nostra desta, è un po’ difficile da raggiungere ma ci ha sempre dato delle soddisfazioni. E anche in questo caso non tradisce le aspettative: al secondo lancio arriva la mangiata sul Damiki Balhae 14gr pink.
L’attacco non è di quelli potenti che ti sfila la canna di mano ma piuttosto “delicato” e la resistenza del pesce è decisamente blanda, tanto da farmi credere di aver catturato uno dei soliti pescetti. Invece dopo qualche secondo finalmente il pesce decide di rivelare la sua vera stazza esibendosi in potenti ripartenze e veloci fughe verso il largo che fanno fischiare la frizione del mulinello.
Purtroppo, a differenza della volta precedente (vedi report
), non posso lasciargli prendere tutto il filo che vuole, a causa di scogli affioranti e di taglientissimi scalini appena sotto la superficie sono costretto a forzare il pesce affidandomi al tracciato G-Soul X3 PE 0.6 di YGK (a proposito di questo trecciato vi consiglio la lettura di questa recensione  che condivido in toto, soprattutto per quanto riguarda l’affidabilità e la resistenza al nodo).
Non senza fatica riesco comunque a tenerlo sempre a distanza di sicurezza delle rocce e -dopo non so quante ripartenze- riesco ad avere la meglio sul mio avversario e portarlo a riva.


E’ un bell’alletterato, un combattente favoloso soprattutto se affrontato con attrezzatura da light game!






Seguirà qualche altro pescetto ma niente degno di nota, salvo un altro alletterato spuntato all’improvviso praticamente da sotto i nostri piedi che il compagno di avventura ha slamato un istante dopo la ferrata.

Prima di chiudere voglio spendere due parole sul piccolo artificiale che da qualche mese mi accompagna fedelmente nelle mie uscite in scogliera e a cui va il merito della maggior parte delle catture.

Il BALHAE è il metal jig di casa Damiki dedicato al light game, disponibile nelle versioni da 7gr, 14gr e da 20gr ed in cinque colorazioni diverse: cobalt gold, pink, fire gold, spot blue silver e black silver.




La sue estrema efficacia è da ricercare in primis nella sua struttura e nella sua forma. Il profilo aerodinamico ed il baricentro spostato nella parte posteriore permettono lanci lunghissimi mentre la sua sezione asimmetrica lo rende idoneo ad essere recuperato efficacemente in molti modi diversi:
- se recuperato linearmente (anche a basse velocità) il suo nuoto è caratterizzato da ampie oscillazioni della coda;
- se jerkato risponde prontamente con secchi scatti laterali e risulta molto efficace soprattutto in presenza di predatori in caccia sulla minutaglia;
- ma il meglio di se lo da con il classico recupero a “dente di sega” diventando micidiale soprattutto in caduta, dove il suo sfarfallio fa letteralmente “salire il sangue il cervello” ai predatori.
Il suo impiego ideale è nello shore jigging ultralight dalla scogliera alta alla ricerca di tutti i predatori che vivono in questi ambienti dall’occhiata e il sugarello per arrivare al dentice, alla ricciola e a tutti i pelagici di passo.
Lo trovo quindi perfetto per l’utilizzo da terra per uno shore jigging “ultralight” nei confronti di un po’ tutti i predatori insidiabili, dai meno “pregiati” ai più “nobili”.

Posso senz’altro affermare, senza faziosità, che si tratta del più efficace metal jig che abbia mai usato. Lo trovo facile da usare e versatile, si adatta perfettamente a tutte le possibili esigenze di pesca risultando sempre molto molto catturante. Un’esca che non deve mancare mai.



Alla prossima!